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Le tecnologie del sè



Focault afferma che esistono quattro tipi fondamentali di tecnologie:
  • Tecnologie della produzione
  • Tecnologie dei sistemi di segni
  • Tecnologie del potere
  • Tecnologie del sé
Il contesto della contemporaneità pone nuove sfide e la necessità di trovare nuovi orientamenti in tutti gli ambiti. Le tecnologie della produzione unitamente alle tecnologie del potere legato alle nuove forme di capitalismo stanno riproducendo se stesse senza produrre maggiore ricchezza (illusione del progresso senza limiti) anzi “depredando” le risorse del Pianeta, fonte di vita primaria per tutti. Le tecnologie dei segni non sono più una bussola per i comportamenti sociale e per la vita comunitaria.
Frammentazione, perdita di senso, individualismo, indifferenza con i loro correlati di derive nazionalistiche ed escludenti sono nell’agenda dell’informazione quotidiana. Ma non tutto il male viene per nuocere e, come sempre nell’ambivalenza che connota l’agire umano, si palesano anche germogli di nuove sensibilità verso il mondo, verso le diseguaglianze, verso la ricerca di “identità” più aperte ed inclusive.
È a queste aperture che vogliamo dare il nostro contributo offrendo spunti di formazione e riflessione a tutti coloro che desiderano intraprendere ed approfondire un cammino di trasformazione personale, relazionale, sociale. Ci sembra essenziale partire dalle “tecnologie del sé” (non dall’Io), perché se il cambiamento/i è un evento, l’innovazione, la trasformazione, la creatività sono processi che coinvolgono l’interezza del soggetto/i, corpo, emozioni, intelletto, spiritualità (se vuoi cambiare il mondo, innanzitutto cambia te stesso).
“Le tecnologie del sé” permettono agli individui di eseguire con i propri mezzi (e) con l’aiuto degli altri sul proprio corpo e sulla propria anima – dai pensieri al comportamento al modo di essere – e di realizzare in tal modo una trasformazione di sé stessi allo scopo di raggiungere uno stato caratterizzato da (maggiore) felicità… saggezza e completezza.
È un lavoro duro, lungo che richiede esercizio permanente.
L’offerta formativa qui proposta è un sistema di “esercizi esperienziali” per nuove identità e nuovi mondi.

Un uomo si propone il compito di disegnare
il mondo, trascorrendo gli anni, popola uno
spazio con immagini di provincia, di regni, di
montagne, di baie, di navi, di isole, di pesci,
di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di
persone. Poco prima di morire, scopre che
quel paziente labirinto di linee traccia
l’immagine del suo volto.
J.L. Borges