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LavorInCorso - L'inC.ontro de.siderato

Continua l’infinito viaggio dedicato alla ricerca ed all’esplorazione di mondi possibili che ISMO ha intrapreso da molti anni con colleghi, esperti e operatori di differenti campi del sapere e dell’agire.
Il nuovo ciclo è dedicato alla politica intesa come quel corpus più o meno leggero di regole e di modalità che rendono possibile non solo il co-abitare ma anche il con-vivere.
Nell’immaginario occidentale la polis greca, da cui il termine politico, è quel luogo in cui si coniugano libertà e convenzionalità, individuo e soggetto, identità e ospitalità, scambio utilitaristico e dono per il perseguimento di un bene comune.
La città è anche come affermava Benjamin figura della modernità, dello sviluppo, del progresso, del possibile crescere insieme. In Italia, in particolare, la città è stata fonte di guerre e conflitti, ma anche culla di civiltà, di creatività e di bellezza, se in una costituzione senese del 1300 si poteva leggere che chi governa deve avere a cuore “massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini”.
Oggi le periferie bruciano, i movimenti sono frenetici, il viaggiatore e l’esploratore si sono trasformati in turisti, i migranti in boat people, i corpi in macchine e viceversa.
Lo scollamento fra il singolo, le sue possibilità realizzative e progettuali, e le forme che l’organizzazione sociale e la cultura propongono sono percepite come disarmoniche e distanti.
La vita collettiva sembra oscillare tra individualismo apolide ripiegato su sé stesso e comunità chiuse che diventano prigioni e luoghi di rivendicazione di identità stereotipate, fra perseguimento della personale sicurezza e formali regole del politicamente corretto.
Le connessioni di co-evoluzione fra il piano individuale e quello sociale sembrano perdute o talmente mutate da non essere ancora produttrici di senso.
Le terre di mezzo della “politica”, intesa come i luoghi della progettazione di polis possibili fondate sul reciproco riconoscimento dei soggetti nella loro differenza e pluralità irriducibile, sono spazi da esplorare e immaginare con urgenza, rigore, disincanto, passione ed una molteplicità di voci e di lingue. La torre di Babele è stata l’inizio della civiltà e della socializzazione, non la sua fine.

Sede e orari
Gli incontri si terranno dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso la nostra sede ISMO Spazio Idea, via Lanzone 36, Milano.
Uomini di nazioni diverse ebbero un sogno uguale, videro una donna correre di notte per una città sconosciuta, da dietro, coi capelli lunghi, ed era nuda. Sognarono di inseguirla. Gira gira, ognuno la perdette. Dopo il sogno andarono cercando quella città; non la trovarono ma si trovarono tra loro; decisero di costruire una città come nel sogno.”

I. Calvino, “Le città invisibili”


Titolo Data creazione Autore
Individuo e Società 31 Gennaio 2008 Scritto da Massimo Cacciari
La Polis tra segno e simbolo. Per una psicologia della convivenza. 17 Novembre 2007 Scritto da Franco Di Maria
Il sesso e la polis 13 Ottobre 2007 Scritto da Eva Cantarella
Giustizia riparativa e mediazione penale: nuove domande per la polis 15 Settembre 2007 Scritto da Adolfo Ceretti
Il futuro delle città in Europa 05 Maggio 2007 Scritto da Franco La Cecla
Incontro e scontro delle culture in Europa 14 Aprile 2007 Scritto da Paolo Branca
Società civile e istituzioni nella transizione infinita 10 Marzo 2007 Scritto da Giovanni Bianchi
Libertà come "non interferenza " e "non sottomissione" 11 Novembre 2006 Scritto da Giulio Giorello
Emergenza multiculturale e le nuove forme della politica 14 Ottobre 2006 Scritto da Carlo Galli
L'economia oggi, tra ricchezza e felicità 23 Settembre 2006 Scritto da Luigino Bruni